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DICHIARAZIONE DI
FRANCESCO SCRIMA
Segretario Generale
CISL Scuola
Riordino
dell’Istruzione Tecnica e Professionale:brutta conclusione di un
percorso ben avviato.
Ancora una volta
le ragioni dell’economia condizionano pesantemente scelte di ordinamento
del nostro sistema di istruzione. I Regolamenti sull’Istruzione Tecnica
e Professionale, licenziati oggi in prima lettura dal Governo, rischiano
di segnare la brutta conclusione di un percorso che si era ben avviato.
La CISL e la CISL
Scuola hanno condiviso e sostenuto la scelta, fatta con la legge 40 del
2007, di ricollocare a pieno titolo istituti tecnici e professionali nel
sistema dell’istruzione secondaria. Hanno sempre individuato nel
documento elaborato dalla Commissione De Toni (“Persona, Tecnologia,
Professionalità”) un essenziale punto di riferimento nell’indispensabile
riordino dei percorsi di studio.
Non possono
accettare che la riforma sia condizionata oltre misura dalla logica del
risparmio a tutti i costi.
Chiediamo quindi
che si apra immediatamente un confronto politico vero, che consenta di
intervenire con le necessarie modifiche ai regolamenti prima della loro
definitiva approvazione. In particolare CISL e CISL Scuola giudicano
sbagliata e senza precedenti la scelta di far partire il nuovo
ordinamento anche sulle seconde classi, con buona pace della gradualità
che un elementare buon senso dovrebbe sempre assicurare quando si
introducono cambiamenti rilevanti.
Anche la riduzione
a 32 ore per le terze e quarte classi, a curricolo invariato, espone a
gravi ripercussioni il buon andamento di percorsi già avviati e
consolidati, che subiscono un inaccettabile cambiamento delle regole in
corso di partita.
Al Governo
chiediamo di utilizzare il percorso istituzionale che attende i nuovi
regolamenti per una reale apertura al confronto: chiediamo anche certi e
consistenti investimenti per quelle che il documento De Toni definisce
“le scuole dell’innovazione”.
Roma, 28 maggio
2009.
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