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23/09/2009 |
LA CISL: «PRECARI, SUBITO MISURE STRAORDINARIE»
Per attenuare le difficoltà di molti precari della
scuola (docenti e Ata) – di fatto licenziati – è urgente
stipulare la convenzione tra Inps, ministero
dell’Istruzione e ministero del Lavoro e procedere ai
conseguenti adempimenti attuativi. Lo richiede la Cisl e
la Cisl Scuola di Catania, alla luce delle vicende che
stanno riguardando la scuola catanese e siciliana. «Le
annunciate misure straordinarie per i precari che
perderanno il posto di lavoro – spiegano Gaetano
Marziano segretario territoriale della Cisl e Giuseppe
Denaro segretario generale della Cisl Scuola di Catania
– vanno condotte in porto nel più breve tempo
possibile.Su questo non c’è più tempo da perdere, le
risposte vanno date in modo chiaro e concreto subito,
poiché il nuovo anno scolastico è ormai in fase di avvio
e i disagi per i tagli all’organico e le incerte
prospettive occupazionali del personale precario
costituiscono una pericolosa miscela esplosiva».
«Abbiamo inserito da tempo tra le nostre rivendicazioni
– aggiungono – la richiesta di dare stabilità al lavoro
attraverso le assunzioni in ruolo. Da mesi la Cisl è
impegnata nel confronto con il Miur a Roma e con la
Regione Siciliana a Palermo per dare tutele ai precari
le cui richieste e ragioni sostiene da sempre. Le
migliaia di precari senza lavoro sono il frutto di una
politica di tagli che sta sacrificando in modo
indiscriminato le ragioni della scuola a quelle
dell’economia. La Cisl Scuola ritiene legittima
l’esasperazione delle lavoratrici e dei lavoratori e la
preoccupazione crescente delle famiglie e degli studenti
per il peggioramento della qualità della scuola e
l’incertezza occupazionale». «Già l’anno scorso –
ricordano i due dirigenti della Cisl – il 30 ottobre, i
sindacati scuola prevedendo ciò che oggi sta
drammaticamente accadendo, chiamarono la scuola a
scendere in piazza a Roma per manifestare contro il
governo e la sua insensata politica di tagli. Lo
sciopero generale, sicuramente tra i più riusciti vide
l’adesione di oltre il 75% del personale della scuola.
Ma la classe politica è rimasta colpevolmente a
guardare. Quindi è continuata la vertenza nelle singole
province e nei comuni. Il 5 agosto scorso in Sicilia e a
Catania abbiamo manifestato davanti tutte le prefetture
e chiesto sempre la stessa cosa: tutele per i precari,
stop ai tagli, più qualità alla scuola pubblica. «Il
destino dei lavoratori precari – sottolineano – si lega
in modo diretto alla qualità delle politiche
scolastiche, che devono assicurare forte sostegno alla
scuola pubblica, di cui vanno supportate con adeguati
investimenti la presenza e la qualità, come fattore di
promozione e crescita sociale, ma anche di progresso e
sviluppo dell’intero sistema Paese. Circa il personale
Ata, denunciamo, ancora una volta, che la notevole
riduzione di esso mette a rischio non solo migliaia di
posti di lavoro ma compromette la funzionalità stessa
delle istituzioni scolastiche, in particolare il settore
della scuola primaria che generalmente opera su più
plessi, con gravi ripercussioni sulla vigilanza e
assistenza degli alunni e perfino sulla semplice
apertura delle singole sedi scolastiche». «Per tali
ragioni – concludono Marziano e Denaro – la Cisl e la
Cisl Scuola continuano a dare priorità nelle iniziative
vertenziali a rivendicare adeguate tutele per il
personale precario anche attraverso strumenti
straordinari, in particolare per tutti coloro che non
ritrovino, il prossimo settembre, un contratto di lavoro
di durata annuale o fino al termine delle lezioni. Sulla
vertenza generale della scuola chiediamo la più ampia
collaborazione solidale con tutti i soggetti
istituzionali e politici e con il mondo
dell’associazionismo».
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